Regolamento cloud ACN n. 21007/24 — Allegato 3 — Caratteristiche di base dei servizi cloud per la pubblica amministrazione
REGOLAMENTO PER LE INFRASTRUTTURE DIGITALI E PER I SERVIZI CLOUD PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, AI SENSI DELL’ARTICOLO 33-SEPTIES, COMMA 4, DEL DECRETO-LEGGE 18 OTTOBRE 2012, N. 179, CONVERTITO, CON MODIFICAZIONI, DALLA LEGGE 17 DICEMBRE 2012, N. 221
ALLEGATO 3 — “CARATTERISTICHE DI BASE DI QUALITÀ, DI SICUREZZA, DI PERFORMANCE E DI SCALABILITÀ, DI INTEROPERABILITÀ, DI PORTABILITÀ DEI SERVIZI CLOUD PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE”
1. Premessa e definizioni
1.1. Il presente Allegato definisce, in conformità alle previsioni di cui all’articolo 6 del Regolamento le caratteristiche di base di qualità, di sicurezza, di performance e di scalabilità, di interoperabilità, di portabilità dei servizi cloud per le pubbliche amministrazioni che possono ospitare, rispettivamente, servizi e dati digitali della pubblica amministrazione classificati, ai sensi del processo di cui all'articolo 5 del Regolamento, quali ordinari, critici o strategici.
1.2. Le caratteristiche di base sono organizzate sulla base delle sottocategorie del Framework Nazionale per la Cybersecurity e la Data Protection (di seguito FNCS) e definite tendendo conto della matrice CSA Cloud Control Matrix (CCM). Per ogni misura è fornita una specifica più dettagliata dell'implementazione minima attesa, nonché delle modalità richieste al fine di descriverne l'adozione e dimostrarne l'attuazione.
1.3. Le caratteristiche di base di qualità, di sicurezza, di performance e di scalabilità, di interoperabilità, di portabilità dei servizi cloud di cui al presente Allegato si applicano agli ambienti di produzione. le caratteristiche di base di qualità, di sicurezza, di performance e di scalabilità, di interoperabilità, di portabilità degli ambienti di pre-produzione, test, sviluppo e ad essi assimilabili sono applicati in coerenza con le caratteristiche di base di cui al presente allegato, eventualmente in relazione ad un’analisi del rischio volta a individuare i potenziali impatti sul servizio e sui relativi dati gestiti ovvero sull’infrastruttura digitale relativa all’ambiente di produzione.
1.4. Ai fini del presente Allegato, si intende per:
- a) “dati dell’amministrazione”, dati forniti, conservati, inviati, ricevuti, trattati da o per conto dell'amministrazione dal soggetto tramite il servizio cloud;
- b) “Metadata relativi all'Amministrazione”, dati raccolti, ottenuti o generati dal soggetto, anche in forma derivata, a partire dai dati dell'amministrazione, nell'ambito dell'erogazione e dell'amministrazione del servizio cloud. In tale categoria rientrano, ad esempio la storicizzazione degli eventi dei sistemi e servizi, le configurazioni dei servizi e gli attributi delle risorse dell'amministrazione, derivanti anche dall'utilizzo degli stessi;
- c) “Metadata relativi al funzionamento del Servizio Cloud”, dati generati e utilizzati dal soggetto per monitorare e garantire la funzionalità del Servizio cloud, non inclusi in Metadata dell'amministrazione o dati dell'amministrazione. In tale categoria di Metadata, che non devono quindi essere riconducibili a persone, al soggetto e non possono comunque permettere di estrarre - anche in parte - i dati dell'amministrazione, rientrano, ad esempio le metriche sulle performance d'utilizzo, bilanciamento, etc.
- d) “dipendenza esterna”, le reti, i sistemi informativi, i servizi informatici, le infrastrutture fisiche o gli altri servizi, ivi compresi quelli utilizzati per fini di manutenzione e gestione, di pertinenza di altri soggetti, da cui dipende il funzionamento dell'infrastruttura digitale;
- e) “dipendenza interna”, le reti, i sistemi informativi, i servizi informatici, le infrastrutture fisiche o gli altri servizi, ivi compresi quelli utilizzati per fini di manutenzione e gestione, esterni al servizio cloud, ma di pertinenza del fornitore di servizi cloud, da cui dipende il funzionamento dell'infrastruttura digitale;
- f) “catena di approvvigionamento cyber”, la catena di approvvigionamento relativa all'infrastruttura digitale.
1.5. Ad eccezione dell'organizzazione di cybersecurity, il termine "organizzazione", che compare all'interno delle descrizioni delle categorie e sottocategorie, è da intendersi riferito almeno all'infrastruttura o al personale del fornitore di servizi cloud preposto alla sua gestione. In aggiunta, il termine “soggetto” è da intendersi nell’accezione di “fornitore di servizi cloud”.
2. Caratteristiche di base previste nel caso di dati e servizi ordinari
2.1 Interoperabilità e portabilità
2.1.1) Interoperabilità.
IP.IN-01: Sono disponibili API per funzionalità applicative
- 1_O. Il servizio SaaS espone opportune API di tipo SOAP e/o REST verso l'Amministrazione associate alle funzionalità applicative, prevedendo in particolare la tracciabilità delle versioni disponibili e la tracciabilità delle richieste ricevute ed evase. Inoltre, è disponibile documentazione tecnica, fruibile dall'Amministrazione, in merito alle API esposte e gli endpoint. [SaaS].
2.1.2) Gestione remota.
IP.GR-01: Sono disponibili API per la gestione remota del ciclo di vita del servizio
- 1_O. Coerentemente con la tipologia di servizio cloud erogato, l'ambiente dello stesso deve essere accessibile tramite delle interfacce API per la gestione remota dei servizi, assicurando che le API esposte consentano l'implementazione di strumenti per la gestione automatica e remota del ciclo di vita del servizio cloud.
- 2_O. È disponibile una documentazione tecnica, fruibile dall'Amministrazione, in merito alle API esposte e gli endpoint SOAP e/o REST.
- 3_O. Con riferimento ai punti 1_O. e 2_O., deve essere prevista la retrocompatibilità delle diverse versioni delle API con quella disponibile al momento della formalizzazione del contratto con l'Amministrazione acquirente.
2.1.3) Portabilità.
IP.PO-01: Sono disponibili funzionalità/API per import/export dei dati
- 1_O. Sono disponibili funzionalità e/o API per consentire l'esportazione ed importazione massiva dei dati, garantendo l'utilizzo di formati aperti non proprietari.
IP.PO-02: L'interoperabilità e la portabilità dei dati sono gestite mediante procedure e politiche regolarmente aggiornate. La portabilità dei dati prevede l'applicazione di protocolli di rete sicuri e l'accesso ai dati al termine dei rapporti contrattuali è gestito mediante accordi specifici.
- 1_O. Sono definite politiche e procedure per l'interoperabilità e la portabilità, le quali vengono riviste e aggiornate almeno su base annuale, compresi requisiti per:
- 2_O. Sono implementati protocolli di rete cifrati e standardizzati per la gestione, l'importazione e l'esportazione dei dati. [PaaS, SaaS].
- 3_O. Sono incluse, all'interno degli accordi disposizioni che specifichino l'accesso dell'Amministrazione ai dati al termine del contratto, inclusi:
2.2 Performance e scalabilità
2.2.1) Caratteristiche del servizio.
PS.CA-01: Il servizio cloud presenta le caratteristiche tipiche ed è conforme agli standard di settore
- 1_O. Il servizio cloud garantisce almeno le seguenti caratteristiche, come da indicazioni NIST SP 800-145:
- a. self-service provisioning: il servizio cloud provvede unilateralmente alla fornitura delle risorse informatiche (ad esempio, server e storage in cloud), secondo necessità e in modo automatico, senza ricorrere ad interazione umana. Il servizio cloud soddisfa unilateralmente le richieste dell'Amministrazione di risorse computazionali (o informatiche), senza esplicita verifica o approvazione;
- b. accesso alla rete: il servizio cloud offre opzioni multiple di connettività alla rete; di cui almeno una basata su rete pubblica (es., Internet);
- c. elasticità: il soggetto implementa meccanismi automatici di provisioning e de-provisioning del servizio, salvo documentate limitazioni tecniche, offrendo opportuni strumenti all'Amministrazione.
2.2.2) Scalabilità del servizio.
PS.SC-01: Trasparenza sulle modalità e meccanismi di scalabilità
- 1_O. Il soggetto comunica all'Amministrazione:
- a. il meccanismo di scalabilità offerto (es. automatico e configurabile, nativo, manuale);
- b. la tipologia (orizzontale e/o verticale);
- c. le condizioni massime di carico sopportabili dal servizio (es. numero di utenti concorrenti e/o volume di richieste processabili);
- d. le modalità di configurazione (es. sulla base di metriche di monitoraggio, pianificato nel tempo);
- e. i tempi minimi di reazione del servizio alla richiesta di nuove risorse (es, attivazione di nuove risorse).
- 2_O. Il fornitore rende disponibili all'Amministrazione informazioni trasparenti in merito ad eventuali ulteriori funzionalità accessorie disponibili per il servizio e configurabili dall'Amministrazione acquirente per gestire la scalabilità ed ottenere parametri migliori.
- 3_O. Per tutte le API esposte dal servizio cloud deve essere dichiarata la conformità al Modello di interoperabilità, definito da AgID con le linee guida adottate ai sensi della normativa vigente. Qualora le API esposte siano conformi, devono essere condivise le specifiche dell'API in formato machine readable compatibile con le indicazioni del modello d'interoperabilità (e.g. OpenAPI3 per le API REST, WSDL per le API SOAP).
2.3 Qualità
2.3.1) Livello del servizio (SLA).
QU.LS-01: È garantito il rispetto degli indicatori di servizio obbligatori, sono rese note le modalità di condivisione dei livelli di disponibilità dei servizi e le eventuali penali compensative
- 1_O. Il soggetto garantisce l'aderenza agli obiettivi (Minimum Service Level Objective - SLO) corrispondenti ai seguenti indicatori di servizio (Service Level Indicator - SLI) e ne garantisce il rispetto nei rapporti contrattuali nella forma di accordi relativi ai livelli di servizio (SLA):
- a. disponibilità pari al 99%, dove la disponibilità è intesa come la percentuale di tempo in un mese in cui il servizio cloud risulta essere accessibile e usabile, specificando che il tempo totale del periodo di riferimento, che funge da base di calcolo del dato percentuale, non tiene conto degli eventi catastrofici (per eventi catastrofici si intendono eventi che rendono indisponibili per un periodo di tempo prolungato le infrastrutture impiegate per l'erogazione del servizio e al verificarsi dei quali è attivata la soluzione di Disaster Recovery);
- b. "supporto tecnico per emergenze", relativo all'orario in cui il servizio di supporto tecnico è operativo per emergenze: 24 ore al giorno, 7 giorni a settimana per tutto l'anno;
- c. un tempo massimo di risposta agli incidenti (inteso come tempo massimo che intercorre tra la segnalazione di un evento con impatto critico sull'operatività dell'Amministrazione e la risposta da parte del soggetto) pari a 1 ora;
- d. "minor release", inteso come l'intervallo di tempo minimo di preavviso previsto per dare comunicazione, accompagnata da release note, alla Amministrazione di Minor Release (per Minor Release si intendono modifiche al servizio che riguardano principalmente correzioni di malfunzionamenti del software - bug - o comunque aggiunta di nuove funzionalità retro compatibili): 3 giorni;
- e. "major release", inteso come l'intervallo di tempo minimo di preavviso previsto per dare comunicazione, accompagnata da release note, alla Amministrazione di Major Release (per Major Release si intendono modifiche al servizio che riguardano una sostanziale evoluzione delle funzionalità del servizio rispetto alla versione precedente): 1 mese.
- 2_O. Rispetto a quelli riportati al punto 1_O., il soggetto può comunicarne all'amministrazione eventuali ulteriori, o indicarne di nuovi, che potranno essere inseriti come impegni contrattuali con specifici Minimum Service Level Objective (SLO) nei rapporti contrattuali.
- 3_O. Il soggetto garantisce che venga definita la modalità di condivisione delle informazioni dei livelli di servizio atteso garantiti (SLA) del servizio cloud con l'amministrazione (es. report periodico) e che, qualora successivamente all'avvio della fornitura si dovesse rendere necessaria una qualsiasi modifica ai livelli di servizio garantiti, questa dovrà essere preventivamente notificata all'amministrazione per ottenerne la sua approvazione.
QU.LS-02: Esistono limitazioni per i Service Level Agreement (SLA) per prevenire impatti sugli ambienti dell'Amministrazione
- 1_O. All'interno dei Service Level Agreement (SLA) tra il soggetto e l'amministrazione sono presenti limitazioni con riferimento a modifiche che abbiano impatto direttamente sugli ambienti e/o tenant di proprietà dell'amministrazione.
QU.LS-03: Esistono contenuti e caratteristiche minimi per i Service Level Agreement
- 1_O. Ogni SLA tra il soggetto e l'amministrazione tiene conto di quanto segue:
- a. Ambito, caratteristiche e ubicazione della relazione commerciale e dei servizi offerti;
- b. Requisiti di sicurezza delle informazioni (incluso il SSRM - Shared Security Responsibility Model, se applicabile);
- c. Processo di Change Management;
- d. Logging e Monitoring;
- e. Gestione degli incidenti e procedure di comunicazione;
- f. Diritto di audit e valutazione da parte di terzi;
- g. Modalità di cessazione del servizio;
- h. Requisiti di interoperabilità e portabilità;
- i. Riservatezza dei dati.
QU.LS-04: È disponibile un servizio di monitoraggio (allarmi e parametri) e sono rese note eventuali integrazioni native con soluzioni leader di mercato
- 1_O. Il soggetto rende disponibile all'amministrazione l'accesso ad uno o più strumenti di monitoraggio per il servizio cloud. Essi devono consentire attività di raccolta, monitoraggio, filtraggio, creazione di report attraverso parametri predefiniti o parametrizzabili e consentire all'amministrazione di impostare allarmi personalizzati. La granularità massima delle operazioni non deve essere superiore al minuto (ad es., deve essere possibile filtrare o raccogliere gli eventi ogni minuto). In aggiunta, il soggetto specifica l'eventuale disponibilità di API e strumenti di monitoraggio di terze parti integrate nativamente con il servizio qualificato.
2.3.2) Qualità del servizio (SE).
QU.SE-01: Sono adottati sistemi per la gestione del servizio IT e della qualità conformemente agli standard di settore
- 1_O. Il sistema di gestione della qualità del servizio cloud è adottato formalmente dal soggetto in conformità allo standard UNI EN ISO 9001:2015-Sistemi di Gestione per la Qualità.
- 2_O. Il sistema di gestione dei servizi IT del servizio cloud è adottato formalmente dal soggetto in conformità allo standard ISO/IEC 20000-1:2018-Sistema di gestione dei servizi IT.
QU.SE-02: Viene fornito un adeguato servizio di assistenza e supporto
- 1_O. È garantito il servizio di supporto e assistenza tecnica all'amministrazione per il servizio cloud.
- 2_O. Il servizio di supporto e assistenza di cui al punto 1_O. è fornito almeno in lingua inglese dalle 08.00 alle 18.00 (ora italiana) nei giorni lavorativi. Su richiesta dell’Amministrazione, il servizio di supporto e assistenza di cui al punto 1_O. è fornito almeno in lingua italiana e/o per un orario più esteso fino a coprire tutti giorni dell’anno a qualsiasi orario (24 ore al giorno, 7 giorni alla settimana per tutto l’anno).
- 3_O. Il servizio di supporto e assistenza di cui al punto 1_O. è accessibile almeno tramite recapito telefonico e posta elettronica.
- 4_O. Il servizio di supporto e assistenza di cui al punto 1_O. prevede, inoltre, un sistema di supporto alla risoluzione dei problemi (detto anche "troubleshooting") a disposizione dell'Amministrazione, rendendolo disponibile, su richiesta dell'amministrazione, tramite API al fine di permettere l'interazione programmatica con i sistemi di gestione dei problemi (Case Management System).
QU.SE-03: Il soggetto dichiara la frequenza di aggiornamento del servizio
- 1_O. Il soggetto deve dichiarare la frequenza attesa di aggiornamento del servizio cloud qualificato (es. periodicità rilasci pianificati).
QU.SE-04: Linee guida e raccomandazioni sull'uso sicuro di soluzioni cloud
- 1_O. Devono essere rese disponibili all'amministrazione le linee guida per una gestione sicura del servizio cloud oggetto di qualificazione, indirizzando, ove applicabile, i seguenti aspetti:
- a. Istruzioni per una configurazione sicura;
- b. Informazione su vulnerabilità note e meccanismi di aggiornamento;
- c. Gestione degli errori e meccanismi di logging;
- d. Meccanismi di autenticazione;
- e. Ruoli e diritti, comprese le combinazioni che risultano in un rischio elevato;
- f. Servizi e funzioni per l'amministrazione del servizio da parte di utenti privilegiati;
- g. Le linee guida vengono fornite e mantenute nelle modalità e tempistiche di cui alla misura IP.GR-01.
2.4 Sicurezza
IDENTIFY (ID)
2.4.1) Asset Management (ID.AM): I dati, il personale, i dispositivi e i sistemi e le facilities necessari all'organizzazione sono identificati e gestiti in coerenza con gli obiettivi e con la strategia di rischio dell'organizzazione.
ID.AM-01: Sono censiti i sistemi e gli apparati fisici in uso nell'organizzazione
- 1_O. Tutti i sistemi e gli apparati fisici sono censiti ed esiste un elenco di quelli approvati da attori interni al soggetto.
- 2_O. Tutti i sistemi e gli apparati fisici presenti sulle reti sono censiti e l'accesso alla rete è consentito esclusivamente a quelli approvati.
ID.AM-02: Sono censite le piattaforme e le applicazioni software in uso nell'organizzazione
- 1_O. Tutte le piattaforme e le applicazioni software installate sono censite ed esiste un elenco di quelle approvate da attori interni al soggetto.
- 2_O. L'installazione delle piattaforme e delle applicazioni software è consentita esclusivamente per quelle approvate.
- 3_O. Esistono politiche che limitino l'aggiunta, rimozione o aggiornamento, nonché la gestione non autorizzata degli asset dell'organizzazione.
ID.AM-03: I flussi di dati e comunicazioni inerenti l'organizzazione sono identificati
- 1_O. Tutti i flussi di dati e di informazioni, inclusi quelli verso l'esterno e relativi al servizio cloud, sono identificati, censiti e approvati da attori interni al soggetto.
ID.AM-06: Sono definiti e resi noti ruoli e responsabilità inerenti la cybersecurity per tutto il personale e per eventuali terze parti rilevanti (es. fornitori, clienti, partner)
- 1_O. È definita e resa nota alle articolazioni competenti del soggetto l'organizzazione di cybersecurity, anche con riferimento ai ruoli e alle responsabilità, per tutto il personale e per eventuali terze parti.
- 2_O. È nominato, nell'ambito dell'articolazione di cui al punto 1_O., un incaricato, e un eventuale sostituto, con il compito di gestire l'attuazione delle disposizioni del Regolamento in possesso di specifiche professionalità e competenze nella materia della sicurezza cibernetica, che riferisce direttamente al vertice gerarchico del soggetto ed assicura l'efficace implementazione delle misure di sicurezza di cui al presente Allegato.
- 3_O. Sono nominati, nell'ambito dell'articolazione di cui al punto 1_O., un referente tecnico, e almeno un suo sostituto, in possesso di competenze tecnico-specialistiche nella materia della sicurezza cibernetica, per lo svolgimento delle funzioni di interlocuzione con il CSIRT Italia ai fini della gestione degli incidenti aventi impatto sul servizio cloud.
- 4_O. L'incaricato di cui al punto 2_O. e il referente tecnico di cui al punto 3_O. operano in stretto raccordo.
2.4.2) Governance (ID.GV): Le politiche, le procedure e i processi per gestire e monitorare i requisiti dell'organizzazione (organizzativi, legali, relativi al rischio, ambientali) sono compresi e utilizzati nella gestione del rischio di cybersecurity.
ID.GV-01: È identificata e resa nota una policy di cybersecurity
- 1_O. Esiste un documento aggiornato che descrive le politiche, i processi e le procedure di cybersecurity.
- 2_O. Il Documento di cui al punto 1_O. deve essere approvato dal soggetto e aggiornato almeno su base annuale o in corrispondenza di sostanziali variazioni all'interno dell'organizzazione.
ID.GV-04: La governance ed i processi di risk management includono la gestione dei rischi legati alla cybersecurity
- 1_O. l documento aggiornato che descrive i processi di gestione del rischio include la parte relativa ai rischi legati alla cybersecurity.
- 2_O. Esiste un programma formale di Enterprise Risk Management (ERM) che include politiche e procedure per l'identificazione, la valutazione, la proprietà, il trattamento e l'accettazione dei rischi di sicurezza e privacy del cloud.
2.4.3) Risk Assessment (ID.RA): L'impresa comprende il rischio di cybersecurity inerente all'operatività dell'organizzazione (incluse la mission, le funzioni, l'immagine o la reputazione), gli asset e gli individui.
ID.RA-01: Le vulnerabilità delle risorse (es. sistemi, locali, dispositivi) dell'organizzazione sono identificate e documentate
- 1_O. Esiste un piano aggiornato di verifica e test di sicurezza che descrive l'insieme delle attività finalizzate alla valutazione del livello di sicurezza cibernetica del servizio cloud e dell'efficacia delle misure di sicurezza tecniche e procedurali e che contiene, inoltre, la periodicità e le modalità di esecuzione.
- 2_O. Esistono procedure, da aggiornare almeno su base annuale, per la gestione dei rischi associati a variazioni nell'ambito di asset organizzativi, ivi incluse applicazioni, sistemi, infrastrutture, configurazioni, ecc., indipendentemente dal fatto che gli asset siano gestiti internamente o esternamente (cioè in outsourcing).
ID.RA-05: Le minacce, le vulnerabilità, le relative probabilità di accadimento e conseguenti impatti sono utilizzati per determinare il rischio
- 1_O. L'analisi del rischio è svolta in funzione delle minacce, delle vulnerabilità, delle relative probabilità di accadimento e dei conseguenti impatti derivanti dal loro sfruttamento alla luce delle minacce considerate.
- 2_O. L'analisi del rischio tiene conto delle dipendenze interne ed esterne del servizio cloud.
- 3_O. Dopo aver identificato tutti i fattori di rischio e averli analizzati viene effettuata una ponderazione per determinare il livello di rischio.
2.4.4) Supply Chain Risk Management (ID.SC): Le priorità, i vincoli, le tolleranze al rischio e le ipotesi dell'organizzazione sono stabilite e utilizzate per supportare le decisioni di rischio associate alla gestione del rischio legato alla catena di approvvigionamento. L'organizzazione ha definito e implementato i processi atti a identificare, valutare e gestire il rischio legato alla catena di approvvigionamento.
ID.SC-01: I processi di gestione del rischio inerenti la catena di approvvigionamento cyber sono identificati, ben definiti, validati, gestiti e approvati da attori interni all'organizzazione
- 1_O. Sono definiti i processi di gestione del rischio inerente la catena di approvvigionamento cyber.
- 2_O. Tali processi sono validati e approvati da parte dei vertici del soggetto.
PROTECT (PR)
2.4.5) Identity Management, Authentication and Access Control (PR.AC): L'accesso agli asset fisici e logici ed alle relative risorse è limitato al personale, ai processi e ai dispositivi autorizzati, ed è gestito in maniera coerente con la valutazione del rischio di accesso non autorizzato alle attività ed alle transazioni autorizzate.
PR.AC-01: Le identità digitali e le credenziali di accesso per gli utenti, i dispositivi e i processi autorizzati sono amministrate, verificate, revocate e sottoposte ad audit di sicurezza
- 1_O. Le credenziali di accesso sono individuali per il personale del soggetto o comunque coinvolto nell'amministrazione del servizio e rispettano il principio di segregazione delle funzioni. Le credenziali sono aggiornate con una cadenza proporzionata ai privilegi dell'utenza.
- 2_O. Esistono politiche e procedure per la gestione delle credenziali di cui al punto 1_O., le quali dovranno essere aggiornate almeno su base annuale e rese disponibili, per la consultazione, all'Amministrazione.
- 3_O. Sono definiti meccanismi di gestione, memorizzazione e revisione delle informazioni in materia di credenziali, identità di sistema e livello di accesso.
- 4_O. Le credenziali sono aggiornate tempestivamente e senza ingiustificato ritardo qualora vi siano variazioni dell'utenza (es., trasferimento di personale).
- 5_O. Le identità di sistema sono gestite impiegando certificati digitali o tecniche alternative che assicurano un livello equivalente di sicurezza.
- 6_O. Esiste una pianificazione aggiornata degli audit di sicurezza per verificare il rispetto di quanto previsto nei punti 1_O., 2_O., 3_O., 4_O. e 5_O. ed esiste un registro degli audit effettuati con la relativa documentazione.
PR.AC-03: L'accesso remoto alle risorse è amministrato
- 1_O. Gli accessi da remoto effettuati sono monitorati da parte dell'organizzazione di cybersecurity.
- 2_O. Fatti salvi documentati limiti tecnici, sono implementate adeguate misure di controllo dell'accesso, adottando sistemi di autenticazione, autorizzazione e registrazione/contabilizzazione centralizzata degli accessi, coadiuvati da sistemi di autenticazione, la cui sicurezza è proporzionale al rischio.
- 3_O. È definito e implementato un modello di gestione degli accessi centralizzato volto ai processi di autorizzazione, logging e comunicazione degli accessi alle risorse e ai dati dell'Amministrazione.
- 4_O. Esiste un log degli accessi eseguiti da remoto.
- 5_O. Per gli accessi da remoto, sono impiegati modalità di autenticazione a fattore multiplo.
PR.AC-04: I diritti di accesso alle risorse e le relative autorizzazioni sono amministrati secondo il principio del privilegio minimo e della separazione delle funzioni
- 1_O. Sono definite, con riferimento ai censimenti di cui alla categoria ID.AM, almeno:
- a. le risorse censite a cui è necessario accedere, con riferimento alla categoria ID.AM, per quali funzioni e con quali autorizzazioni;
- b. i gruppi di utenti e i loro privilegi in relazione alle risorse a cui possono accedere e con quali autorizzazioni;
- c. l'assegnazione degli utenti censiti a gruppi di utenti.
- 2_O. Nell'ambito di implementazione dell'accesso al sistema informativo, vengono osservati principi di separazione delle funzioni e del privilegio minimo in relazione al rischio organizzativo.
- 3_O. Sono definite e implementate politiche, procedure e misure tecniche per la segregazione dei ruoli di accesso privilegiato in modo che l'accesso amministrativo ai dati, le capacità di crittografia e gestione delle chiavi e le capacità di registrazione siano distinte e separate.
PR.AC-05: L'integrità di rete è protetta (es. segregazione di rete, segmentazione di rete)
- 1_O. Sono presenti politiche e procedure per la sicurezza dell'infrastruttura di rete, le quali dovranno essere aggiornate almeno su base annuale.
- 2_O. È presente una pianificazione per il monitoraggio della disponibilità, qualità e l'adeguata capacità delle risorse al fine di fornire le prestazioni di sistema richieste.
PR.AC-07: Le modalità di autenticazione (es. autenticazione a fattore singolo o multiplo) per gli utenti del soggetto, i dispositivi e altri asset sono commisurate al rischio della transazione (es. rischi legati alla sicurezza e privacy degli individui e altri rischi dell'organizzazione)
- 1_O. Sono definite e implementate politiche e procedure per l'accesso ai sistemi, alle applicazioni e ai dati, compresa l'autenticazione multifattoriale almeno per gli utenti privilegiati e l'accesso a dati.
- 2_O. In relazione al servizio cloud, deve essere garantita all'Amministrazione la funzionalità di autenticazione a più fattori o l'uso di soluzioni di autenticazione a più fattori di terze parti. Devono essere rese disponibili all'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) e all'Amministrazione informazioni trasparenti in merito alle funzionalità di autenticazione a più fattori disponibili, con specifiche sui meccanismi adoperati per l'autenticazione (es. e-mail, sms o check biometrico).
2.4.6) Awareness and Training (PR.AT): Il personale e le terze parti sono sensibilizzate in materia di cybersecurity e vengono addestrate per adempiere ai loro compiti e ruoli coerentemente con le politiche, le procedure e gli accordi esistenti.
PR.AT-01: Il personale del soggetto è informato e addestrato
- 1_O. Esiste un documento aggiornato di dettaglio che indica i contenuti dell'addestramento e della formazione fornita al personale del soggetto e le modalità di verifica dell'acquisizione dei contenuti.
- 2_O. L'addestramento e la formazione di cui al punto 1_O. fornita agli utenti del soggetto, in relazione ai ruoli, prevede, almeno, le seguenti tematiche:
- a. la tutela della confidenzialità di dati in chiaro o cifrati;
- b. la restituzione dei beni di natura aziendale al termine del rapporto di lavoro;
- c. la definizione di ruoli e delle responsabilità;
- d. politiche di accesso a sistemi, asset e risorse;
- e. politiche di gestione delle informazioni e della sicurezza;
- f. processi di comunicazione di ruoli e responsabilità ai dipendenti che hanno accesso ad asset informativi;
- g. requisiti per la non divulgazione/confidenzialità di informazioni.
PR.AT-02: Gli utenti con privilegi (es. Amministratori di Sistema) comprendono i loro ruoli e responsabilità
- 1_O. Sono definiti i contenuti dell'istruzione fornita al personale del soggetto con privilegi e le modalità di verifica dell'acquisizione dei contenuti.
- 2_O. Sono definiti, per ogni membro del personale del soggetto, i privilegi e le istruzioni ricevute.
2.4.7) Data Security (PR.DS): I dati sono memorizzati e gestiti in accordo alla strategia di gestione del rischio dell'organizzazione, al fine di garantire l'integrità, la confidenzialità e la disponibilità delle informazioni.
PR.DS-01: I dati memorizzati sono protetti
- 1_O. I dati dell’amministrazione, ivi inclusi quelli deputati alla sicurezza (quali, a titolo esemplificativo, i sistemi di controllo degli accessi), sono trattati mediante infrastrutture localizzate sul territorio dell'Unione europea. Salvo motivate e documentate ragioni di natura normativa o tecnica, nelle citate infrastrutture sono ricomprese quelle deputate alle funzioni di:
In tal caso, l'applicazione della misura ID.RA-05 deve tenere opportunamente conto della localizzazione al di fuori del territorio europeo, verificando altresì la compliance rispetto alla normativa in tema di protezione dei dati personali.
- 2_O. Diversamente dal caso dei Metadata relativi al funzionamento del Servizio, che possono essere trattati mediante infrastrutture localizzate anche al di fuori del territorio dell'Unione europea, i Metadata relativi all'amministrazione sono trattati mediante infrastrutture localizzate sul territorio dell'Unione europea, salvo motivate e documentate ragioni di natura normativa o tecnica. In tal caso, l'applicazione della misura ID.RA-05 deve tenere opportunamente conto della localizzazione al di fuori del territorio europeo, verificando altresì la compliance rispetto alla normativa in tema di protezione dei dati personali. In caso di trasferimento di Metadata verso infrastrutture extra-UE, l’interruzione di tale flusso di comunicazione non deve comportare comunque il mancato rispetto dei livelli minimi di servizio previsti per il servizio cloud.
- 3_O. Con riferimento al punto 2_O., nel caso in cui i Metadata relativi all'amministrazione siano finalizzati all'erogazione di servizi per la sicurezza informatica ovvero per la resilienza dell'infrastruttura digitale, essi possono essere trattati, in presenza di motivate ragioni tecniche e relative evidenze di una loro gestione conforme all'univocità delle finalità del trattamento, anche fuori del territorio europeo. In tal caso, l'applicazione della misura ID.RA-05 deve tenere opportunamente conto della localizzazione al di fuori del territorio europeo, verificando altresì la compliance rispetto alla normativa in tema di protezione dei dati personali. In caso di trasferimento di metadata verso infrastrutture extra-UE, l’interruzione di tale flusso di comunicazione non deve comportare comunque il mancato rispetto dei livelli minimi di servizio previsti per il servizio cloud.
- 4_O. Sono definite, anche in relazione alla categoria ID.AM, almeno:
- 5_O. Con riferimento alle chiavi crittografiche:
- a. esiste un documento aggiornato di dettaglio inerente alle procedure di crittografia, alla cifratura e alla gestione delle chiavi, le quali dovranno essere aggiornate almeno su base annuale, e recante un'indicazione puntuale di ruoli e responsabilità;
- b. è prevista una verifica periodica di sistemi, politiche e processi di crittografia e gestione delle chiavi in risposta all'aumento dell'esposizione al rischio, valutato mediante audit da eseguire con cadenza almeno annuale o dopo qualsiasi evento di sicurezza;
- c. è prevista la generazione di chiavi crittografiche mediante l'utilizzo di librerie crittografiche, con un'indicazione in merito all'algoritmo e al generatore di numeri casuali utilizzati;
- d. sono previsti meccanismi di rotazione delle chiavi crittografiche secondo il periodo di validità delle stesse, tenendo conto di possibili rischi e requisiti normativi e legali.
- 6_O. Con riferimento alle chiavi crittografiche, su richiesta dell’amministrazione, il soggetto garantisce:
- 7_O. Sono presenti processi, procedure e misure tecniche per revocare e rimuovere le chiavi crittografiche prima della fine del loro periodo di validità, quando una chiave è compromessa, o un'entità non fa più parte dell'organizzazione, conformemente a requisiti legali e normativi, coerentemente con quanto previsto nei punti 5_O. e 6_O..
- 8_O. Sono definiti e implementati processi, procedure e misure per la creazione, disattivazione di chiavi al momento della scadenza, eventuali sospensioni e meccanismi di gestione per le chiavi crittografiche, coerentemente con quanto previsto nei punti 5_O. e 6_O..
PR.DS-02: I dati sono protetti durante la trasmissione
- 1_O. Sono utilizzati canali di comunicazione sicuri e criptati durante la migrazione di server, servizi, applicazioni o dati in ambienti cloud. Tali canali devono includere solo protocolli aggiornati e approvati.
PR.DS-03: Il trasferimento fisico, la rimozione e la distruzione dei dispositivi atti alla memorizzazione di dati sono gestiti attraverso un processo formale
PR.DS-05: Sono implementate tecniche di protezione (es. controllo di accesso) contro la sottrazione dei dati (data leak)
- 1_O. Sono definite in relazione alla categoria ID.AM, almeno:
- 2_O. Sono adottate politiche di Data Loss Prevention coerentemente con la valutazione dei rischi.
PR.DS-06: Sono impiegati meccanismi di controllo dell'integrità dei dati per verificare l'autenticità di software, firmware e delle informazioni
- 1_O. Sono definiti in relazione alla categoria ID.AM, almeno:
- a. l'elenco dei meccanismi di controllo dell'integrità dei dati per verificare l'autenticità di software, firmware e delle informazioni;
- b. le politiche di sicurezza adottate per assegnare un meccanismo a una risorsa e quali di questi meccanismi è applicato a quale risorsa;
- c. i processi, le metodologie e le tecnologie impiegate che concorrono al rispetto delle politiche di sicurezza.
PR.DS-07: Gli ambienti di sviluppo e test sono separati dall'ambiente di produzione
- 1_O. Sono definite in relazione alla categoria ID.AM:
- a. l'architettura di massima per cui gli ambienti sono separati e, negli eventuali punti di contatto, come la separazione è realizzata;
- b. le politiche di sicurezza adottate per garantire la separazione dell'ambiente di sviluppo e test da quello di produzione;
- c. i processi, le metodologie e le tecnologie impiegate che concorrono al rispetto delle politiche di sicurezza.
2.4.8) Information Protection Processes and Procedures (PR.IP): Sono attuate e adeguate nel tempo politiche di sicurezza (che indirizzano scopo, ambito, ruoli e responsabilità, impegno da parte del management e coordinamento tra le diverse entità organizzative), processi e procedure per gestire la protezione dei sistemi informativi e degli asset.
PR.IP-01: Sono definite e gestite delle pratiche di riferimento (c.d. baseline) per la configurazione dei sistemi IT e di controllo industriale che incorporano principi di sicurezza (es. principio di minima funzionalità)
- 1_O. Sono definite politiche e procedure con riferimento alla sicurezza delle applicazioni per fornire un adeguato supporto alla pianificazione, realizzazione e manutenzione delle funzionalità di sicurezza delle applicazioni, le quali dovranno essere riviste e aggiornate almeno su base annuale. [IaaS, SaaS].
PR.IP-03: Sono attivi processi di controllo della modifica delle configurazioni
- 1_O. Sono definite:
- a. le politiche di sicurezza adottate per l'aggiornamento delle configurazioni dei sistemi IT e di controllo industriale e per il controllo della modifica delle configurazioni in uso rispetto a quelle previste;
- b. i processi, le metodologie e le tecnologie impiegate che concorrono al rispetto delle politiche di sicurezza.
- 2_O. È implementata una procedura per la gestione delle eccezioni, incluse emergenze, nel processo di modifica e configurazione.
- 3_O. Sono definiti e implementati piani di ripristino allo stato precedente (cd. rollback) in caso di errori o problemi di sicurezza.
PR.IP-04: I backup delle informazioni sono eseguiti, amministrati e verificati
- 1_O. Sono definite, anche in relazione alla categoria ID.AM, almeno:
- 2_Oa. Viene effettuato periodicamente un backup dei dati memorizzati nel cloud. Viene assicurata la riservatezza, l'integrità e la disponibilità dei dati dei backup.
- 2_Ob. Viene effettuato periodicamente un backup delle informazioni memorizzate nel cloud necessarie per il completo ripristino del sistema, ivi incluso i dati dell’Amministrazione e i dati necessari per il ripristino del servizio. Viene assicurata la riservatezza, l'integrità e la disponibilità dei dati dei backup. A tal fine, viene anche assicurato che i supporti contenenti almeno una delle copie non siano permanentemente accessibili dal sistema onde evitare che attacchi su questo possano coinvolgere anche tutte le sue copie di sicurezza.
- 3_O. Le copie di backup di informazioni, software e immagini di sistema del servizio cloud sono protette adottando standard crittografici allo stato dell’arte e migliori pratiche di settore, ed archiviate regolarmente in siti remoti (nel rispetto di quanto previsto dalla categoria PR.DS). Qualora i backup siano trasmessi ad un sito remoto tramite rete, la trasmissione deve essere protetta adottando standard crittografici allo stato dell’arte e migliori pratiche di settore.
- 4_O. Viene verificato periodicamente il ripristino (test di restore) delle copie di backup come obiettivo (SLO) almeno 1 volta all'anno.
PR.IP-09: Sono attivi ed amministrati piani di risposta (Incident Response e Business Continuity) e recupero (Incident Recovery e Disaster Recovery) in caso di incidente/disastro
- 1_O. L'impatto derivante da interruzioni di business ed eventuali rischi è determinato al fine di stabilire i criteri per sviluppare strategie e capacità di business continuity.
- 2_O. Esiste un documento aggiornato di dettaglio contenente i piani di continuità operativa, nonché quelli di risposta in caso di incidenti, che comprende almeno:
- 3_O. Esiste un documento aggiornato recante l'elenco delle attività di istruzione, formazione ed esercitazione svolte.
- 4_O. I piani di business continuity sono collaudati e comunicati alle parti interessate.
- 5_O. La documentazione di cui al punto 2_O. è resa disponibile, ove richiesto, all'Amministrazione e rivista periodicamente.
PR.IP-12: Viene sviluppato e implementato un piano di gestione delle vulnerabilità
- 1_O. Esiste un documento aggiornato di dettaglio che indica almeno:
- 2_O. Sono definite ed implementate procedure e misure tecniche volte all'aggiornamento degli strumenti di rilevamento, delle threat signatures e degli indicatori di compromissione, le quali dovranno essere riviste e aggiornate frequentemente o su base settimanale. [SaaS].
2.4.9) Maintenance (PR.MA): La manutenzione dei sistemi informativi e di controllo industriale è fatta in accordo con le politiche e le procedure esistenti.
PR.MA-01: La manutenzione e la riparazione delle risorse e dei sistemi è eseguita e registrata con strumenti controllati ed autorizzati
PR.MA-02: La manutenzione remota delle risorse e dei sistemi è approvata, documentata e svolta in modo da evitare accessi non autorizzati
- 1_O. La manutenzione delle risorse e dei sistemi (ivi incluse le attività relative alle funzioni di sicurezza) svolta da remoto è eseguita nel rispetto delle misure di cui alla sottocategoria PR.AC-03 e dei seguenti punti.
- 2_O. Tutti gli accessi eseguiti da remoto da personale di terze parti sono autorizzati dall'organizzazione di cybersecurity e limitati ai soli casi essenziali.
- 3_O. Sono adottati stringenti meccanismi di protezione per l'autenticazione, l'identificazione e per il tracciamento degli eventi.
- 4_O. Sono adottati meccanismi di gestione e controllo delle utenze privilegiate, in termini di limitazioni di natura temporale e delle funzionalità amministrative disponibili.
- 5_O. Tutti i log relativi alle sessioni di comunicazione remota e alle attività eseguite sui sistemi remoti, sono prodotti e custoditi su sistemi separati da quelli oggetto di intervento e non accessibili dalle utenze remote.
2.4.10) Protective Technology (PR.PT): Le soluzioni tecniche di sicurezza sono gestite per assicurare sicurezza e resilienza di sistemi e asset, in coerenza con le relative politiche, procedure ed accordi.
PR.PT-01: Esiste ed è attuata una policy per definire, implementare e revisionare i log dei sistemi
- 1_O. I log son conservati in modo sicuro, possibilmente centralizzato, per almeno 24 mesi.
- 2_O. Sono definite:
PR.PT-04: Le reti di comunicazione e controllo sono protette
- 1_O. I sistemi perimetrali, quali firewall, anche a livello applicativo (ivi inclusi Web Application Firewall), sono presenti, aggiornati, manutenuti e ben configurati.
PR.PT-05: Sono implementati meccanismi (es. failsafe, load balancing, hot swap) che permettono di soddisfare requisiti di resilienza sia durante il normale esercizio che in situazioni avverse
- 1_O. In relazione ai piani previsti dalla sottocategoria PR.IP-09:
- 2_O. Esistono meccanismi per garantire la continuità di servizio, nel rispetto delle misure di sicurezza previste.
- 3_O. Sono definite:
DETECT (DE)
2.4.11) Anomalies and Events (DE.AE): Le attività anomale sono rilevate e il loro impatto potenziale viene analizzato.
DE.AE-03: Le informazioni relative agli eventi sono raccolte e correlate da sensori e sorgenti multiple
- 1_O. Ai fini di rilevare tempestivamente incidenti con impatto sul servizio cloud, sono adottati gli strumenti tecnici e procedurali per:
- a. acquisire le informazioni da più sensori e sorgenti;
- b. ricevere e raccogliere informazioni inerenti alla sicurezza del servizio cloud rese note dal CSIRT Italia, da fonti interne o esterne al soggetto;
- c. analizzare e correlare, anche in maniera automatizzata, i dati e le informazioni di cui alle lettere a. e b., per rilevare tempestivamente eventi di interesse.
- 2_O. Le attività di analisi e correlazione di cui al punto precedente sono monitorate e registrate. La documentazione relativa alle attività di analisi e investigazione dell’evento, anche elettronica, e conservata per almeno 24 mesi.
- 3_O. Sono definite:
- a. le politiche applicate per individuare i sensori e le sorgenti di cui al punto 1_O., lettera a.;
- b. le procedure e gli strumenti tecnici per ottenere le informazioni di cui al punto 1_O., lettere a. e b.;
- c. le politiche, i processi e gli strumenti tecnici per l'analisi e la correlazione di cui al punto 1_O., lettera c-;
- d. i processi e gli strumenti tecnici per il monitoraggio e la registrazione di cui al punto 2_O.
- 4_O. Sono presenti politiche e procedure di logging, monitoraggio, sicurezza e conservazione di registri di accesso, le quali dovranno essere aggiornate almeno su base annuale.
- 5_O. È adottato un sistema di auditing per il rilevamento di informazioni inerenti alla sicurezza, il monitoraggio degli accessi, modifiche o cancellazioni non autorizzate di dati o metadati.
- 6_O. Sono definiti e valutati processi, procedure e misure tecniche per la segnalazione di anomalie e guasti del sistema di monitoraggio e in grado di fornire una notifica immediata al soggetto responsabile.
- 7_O. Nell'ambito delle attività di logging e monitoraggio, in relazione al servizio cloud sono forniti strumenti di gestione degli errori e logging che consentono all'Amministrazione di definire il periodo di custodia (retention) desiderato e di ottenere informazioni sullo stato di sicurezza del servizio cloud, nonché sui dati e le funzioni che fornisce. Le informazioni devono essere sufficientemente dettagliate da consentire la verifica dei seguenti aspetti, nella misura in cui sono applicabili al servizio cloud:
- 8_O. Per il servizio oggetto di qualificazione deve essere garantita la possibilità di integrare i log nel sistema SIEM di gestione e monitoraggio dell'Amministrazione e che i file di log siano facilmente esportabili dall'Amministrazione, preferibilmente tramite API.
2.4.12) Security Continuous Monitoring (DE.CM): I sistemi informativi e gli asset sono monitorati per indentificare eventi di cybersecurity e per verificare l'efficacia delle misure di protezione.
DE.CM-01: Viene svolto il monitoraggio della rete informatica per rilevare potenziali eventi di cybersecurity
- 1_O. Sono presenti sistemi di rilevamento delle intrusioni (Intrusion Detection Systems - IDS).
- 2_O. Sono presenti dei processi per il monitoraggio degli eventi relativi alla sicurezza delle applicazioni e dell'infrastruttura sottostante.
- 3_O. È previsto un sistema di monitoraggio degli accessi al fine di rilevare attività sospette e stabilire un processo definito per l'adozione di azioni appropriate e tempestive in risposta alle anomalie rilevate.
DE.CM-04: Il codice malevolo viene rilevato
- 1_O. Sono implementati ed utilizzati appositi strumenti per la prevenzione e il rilevamento di malware, nonché sistemi di protezione delle postazioni terminali (Endpoint Protection System - EPS).
- 2_O. Sono presenti politiche di protezione anti-malware, le quali dovranno essere riviste almeno su base annuale.
DE.CM-08: Vengono svolte scansioni per l'identificazione di vulnerabilità
- 1_O. In base all'analisi del rischio, sulle piattaforme e sulle applicazioni software ritenute critiche sono eseguiti penetration test e vulnerability assessment, prima della loro messa in esercizio.
2.4.13) Detection Processes (DE.DP): Sono adottati, mantenuti e verificati processi e procedure di monitoraggio per assicurare la comprensione di eventi anomali.
DE.DP-01: Ruoli e responsabilità per i processi di monitoraggio sono ben definiti al fine di garantire l'accountability
- 1_O. Le nomine di cui alla sottocategoria ID.AM-06 sono rese note all'interno del soggetto.
- 2_O. I ruoli, i processi e le responsabilità per le attività propedeutiche al rilevamento di incidenti con impatto sul servizio cloud sono ben definiti e resi noti alle articolazioni competenti del soggetto.
- 3_O. Esiste un documento aggiornato di dettaglio che indica almeno:
- 4_O. È definito ed implementato un sistema per la notifica all'Amministrazione degli eventi anomali che coinvolgono le applicazioni e l'infrastruttura sottostante, identificati sulla base di metriche previamente concordate [PaaS, SaaS].
RESPOND (RS)
2.4.14) Response Planning (RS.RP) Procedure e processi di risposta sono eseguiti e mantenuti per assicurare una risposta agli incidenti di cybersecurity rilevati.
RS.RP-01: Esiste un piano di risposta (response plan) e questo viene eseguito durante o dopo un incidente
- 1_O. Il piano di risposta prevede l'esecuzione tempestiva della valutazione degli eventi rilevati tramite l'analisi e la correlazione di cui alla categoria DETECT (DE) nonché la disseminazione immediata degli esiti verso le articolazioni competenti del soggetto, anche ai fini della notifica all'Amministrazione e, su base volontaria, al CSIRT Italia, degli incidenti con impatto sul servizio cloud.
2.4.15) Communications (RS.CO): Le attività di risposta sono coordinate con le parti interne ed esterne (es. eventuale supporto da parte degli organi di legge o dalle forze dell'ordine).
RS.CO-01: Il personale conosce il proprio ruolo e le operazioni che deve svolgere in caso sia necessaria una risposta ad un incidente
- 1_O. I ruoli e le responsabilità per lo svolgimento delle fasi e dei processi di risposta ad un incidente sono ben definiti e resi noti alle articolazioni competenti del soggetto.
- 2_O. Sono eseguite periodicamente esercitazioni.
- 3_O. Esiste un documento aggiornato di dettaglio che indica almeno:
- 4_O. Il soggetto provvede a notificare l'Amministrazione di un incidente o data breach entro 1 ora dalla registrazione e classificazione dell'evento.
RS.CO-05: è attuata una condivisione spontanea delle informazioni con le parti interessate esterne all'organizzazione (information sharing) per ottenere una maggior consapevolezza della situazione (c.d. situational awarenesss)
- 1_O. Sono definiti e mantenuti contatti con gruppi di interesse legati al cloud e alla cyber sicurezza, nonché con altre entità rilevanti in linea con il contesto del soggetto.
- 2_O. Sono definiti e mantenuti punti di contatto con le autorità di regolamentazione applicabili, le forze dell'ordine nazionali e locali e altre autorità giurisdizionali legali.
2.4.16) Analysis (RS.AN): Vengono condotte analisi per assicurare un'efficace riposta e supporto alle attività di ripristino.
RS.AN-05: Sono definiti processi per ricevere, analizzare e rispondere a informazioni inerenti vulnerabilità rese note da fonti interne o esterne all'organizzazione (es. test interni, bollettini di sicurezza, o ricercatori in sicurezza)
- 1_O. Gli esiti delle valutazioni di cui alla sottocategoria DE.AE-3 e dei penetration test e vulnerability assessment di cui alla sottocategoria DE.CM-08 sono diffusi alle articolazioni competenti del soggetto.
- 2_O. I canali di comunicazione del CSIRT Italia di cui all'articolo 4 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 8 agosto 2019, dell'Autorità di riferimento del proprio settore produttivo, nonché di eventuali CERT e Information Sharing & Analysis Centre (ISAC) di riferimento sono monitorati.
- 3_O. Esiste un documento aggiornato che descrive, almeno:
2.4.17) Mitigation (RS.MI)Vengono eseguite azioni per prevenire l'espansione di un evento di sicurezza, per mitigare i suoi effetti e per risolvere l'incidente.
RS.MI-03: Le nuove vulnerabilità sono mitigate o documentate come rischio accettato
- 1_O. Le vulnerabilità sono mitigate secondo quanto previsto dal piano di gestione delle vulnerabilità (PR.IP- 12), ovvero ne viene documentato e accettato il rischio residuo derivante dalla mancata mitigazione.
RECOVER (RC)
2.4.18) Recovery Planning (RC.RP): I processi e le procedure di ripristino sono eseguite e mantenute per assicurare un recupero dei sistemi o asset coinvolti da un incidente di cybersecurity.
RC.RP-01: Esiste un piano di ripristino (recovery plan) e viene eseguito durante o dopo un incidente di cybersecurity
- 1_O. Esiste un piano di ripristino che prevede, almeno, i processi e le procedure necessarie al ripristino del normale funzionamento dei servizi cloud coinvolti da un incidente di cybersecurity.
3. Caratteristiche di base previste nel caso di dati e servizi critici
3.1 Qualità
3.1.1) Qualità del servizio (SE)
QU.SE-02: Viene fornito un adeguato servizio di assistenza e supporto
- 5_C. Nel caso di dati e di servizi critici delle Amministrazioni, non trovano applicazione le previsioni della misura QU.SE-02, punto 2_O. Il servizio di supporto e assistenza di cui al punto 1_O. è fornito almeno in lingua italiana tutti i giorni dell’anno a qualsiasi orario (24 ore al giorno, 7 giorni alla settimana per tutto l’anno).
3.2 Sicurezza
IDENTIFY (ID)
3.2.1) Asset Management (ID.AM): I dati, il personale, i dispositivi e i sistemi e le facilities necessari all'organizzazione sono identificati e gestiti in coerenza con gli obiettivi e con la strategia di rischio dell'organizzazione
ID.AM-06: Sono definiti e resi noti ruoli e responsabilità inerenti la cybersecurity per tutto il personale e per eventuali terze parti rilevanti (es. fornitori, clienti, partner)
- 5_C. I nominativi e gli estremi di contatto dell'incaricato di cui al punto 2_O. e del referente tecnico di cui al punto 3_O. sono comunicati dal soggetto all'Agenzia per la cybersicurezza nazionale (ACN).
- 6_C. Esiste un elenco contenente tutto il personale interno ed esterno impiegato nei processi di cybersecurity aventi specifici ruoli e responsabilità. L'elenco è disseminato presso le articolazioni competenti del soggetto.
- 7_C. Esiste un elenco delle figure analoghe all'incaricato di cui al punto 2_O. e al referente tecnico di cui al punto 3_O. presso terze parti, in relazione alle dipendenze esterne, e presso lo stesso soggetto, in relazione alle dipendenze interne. Le competenze dell'incaricato e del referente tecnico devono essere rivalutate in funzione della tipologia di dipendenza. L'elenco è disseminato presso le articolazioni competenti del soggetto.
- 8_C. L'incaricato di cui al punto 2_O. assicura, inoltre, la collaborazione con l'Agenzia per la cybersicurezza nazionale (ACN), anche in relazione alle attività connesse all'articolo 5 del decreto-legge 105/2019 e alle attività di prevenzione, preparazione e gestione di crisi cibernetiche affidate al Nucleo per la CyberSicurezza (NCS) di cui al decreto-legge 82 del 2021.
3.2.2) Governance (ID.GV)Le politiche, le procedure e i processi per gestire e monitorare i requisiti dell'organizzazione (organizzativi, legali, relativi al rischio, ambientali) sono compresi e utilizzati nella gestione del rischio di cybersecurity.
ID.GV-01: È identificata e resa nota una policy di cybersecurity
- 3_C. Ogni scostamento dai livelli minimi di sicurezza definito internamente nel documento di cui al punto
- 1_O. deve essere identificato, gestito ed eventualmente autorizzato dal soggetto attraverso un processo di governance strutturato.
- 4_C. Esiste un documento aggiornato recante indicazioni in merito alla pianificazione, ai ruoli, all'implementazione, operazione, valutazione, e miglioramento di programmi di cybersecurity sia in relazione al personale interno che per eventuali terze parti.
3.2.3) Risk Assessment (ID.RA): L'impresa comprende il rischio di cybersecurity inerente all'operatività dell'organizzazione (incluse la mission, le funzioni, l'immagine o la reputazione), gli asset e gli individui.
ID.RA-01: Le vulnerabilità delle risorse (es. sistemi, locali, dispositivi) dell'organizzazione sono identificate e documentate
- 3_C. Le relazioni periodiche delle verifiche e dei test di cui al punto 1_O. devono contenere almeno:
- a. la descrizione generale delle tipologie di verifiche effettuate e gli esiti delle stesse;
- b. la descrizione dettagliata delle vulnerabilità rilevate e il relativo livello di impatto sulla sicurezza;
- c. il livello di esposizione delle risorse del sistema cui è possibile accedere a seguito dello sfruttamento delle vulnerabilità.
- 4_C. Esiste un documento per la correzione delle vulnerabilità che prevede anche, la notifica alle parti interessate.
ID.RA-05: Le minacce, le vulnerabilità, le relative probabilità di accadimento e conseguenti impatti sono utilizzati per determinare il rischio
- 4_C. Esiste un documento aggiornato di valutazione del rischio (risk assessment) che comprende almeno:
- a. l'identificazione delle minacce, sia interne che esterne, opportunamente descritte e valutate e le relative probabilità di accadimento;
- b. le vulnerabilità di cui alla sottocategoria ID.RA-1 e alla sottocategoria DE.CM-8;
- c. i potenziali impatti ritenuti significativi sul servizio cloud, opportunamente descritti e valutati;
- d. l'identificazione, l'analisi e la ponderazione del rischio.
3.2.4) Supply Chain Risk Management (ID.SC): Le priorità, i vincoli, le tolleranze al rischio e le ipotesi dell'organizzazione sono stabilite e utilizzate per supportare le decisioni di rischio associate alla gestione del rischio legato alla catena di approvvigionamento. L'organizzazione ha definito e implementato i processi atti a identificare, valutare e gestire il rischio legato alla catena di approvvigionamento.
ID.SC-01: I processi di gestione del rischio inerenti la catena di approvvigionamento cyber sono identificati, ben definiti, validati, gestiti e approvati da attori interni all'organizzazione
- 3_C. All'interno dell'organizzazione, sono presenti ed aggiornate almeno su base annuale le politiche e le procedure per la definizione, implementazione e applicazione del modello di responsabilità della sicurezza condivisa rispetto a soggetti esterni e/o Amministrazioni terze (Shared Security Responsibility Model-SSRM).
- 4_C. Il modello SSRM è applicato a tutta la catena di approvvigionamento cyber, ivi inclusi altri servizi cloud utilizzati dall'organizzazione.
- 5_C. È fornita una chiara definizione in merito alla condivisione delle responsabilità.
ID.SC-02: I fornitori e i partner terzi di sistemi informatici, componenti e servizi sono identificati, prioritizzati e valutati utilizzando un processo di valutazione del rischio inerente la catena di approvvigionamento cyber
- 1_C. In merito all'affidamento di forniture per i servizi cloud sono adottate misure in materia di sicurezza della catena di approvvigionamento cyber attraverso:
- a. il coinvolgimento dell'organizzazione di cybersecurity, tra cui l'incaricato di cui alla sottocategoria ID.AM-06, punto 2_O., nel processo di fornitura, già a partire dalla fase di progettazione;
- b. fatti salvi documentati limiti tecnici, il rispetto del requisito di fungibilità, con la possibilità di ricorrere alla scadenza ad altro fornitore;
- c. fatti salvi documentati limiti tecnici, la diversificazione dei fornitori e la conseguente resilienza del servizio cloud;
- d. la valutazione dell'affidabilità tecnica dei fornitori e dei partner terzi, con riferimento alle migliori pratiche in materia e tenendo conto almeno: 1) della qualità dei prodotti e delle pratiche di sicurezza cibernetica del fornitore e dei partner terzi, anche considerando il controllo degli stessi sulla propria catena di approvvigionamento e la priorità data agli aspetti di sicurezza; 2) della capacità del fornitore e dei partner terzi di garantire l'approvvigionamento, l'assistenza e la manutenzione nel tempo.
- 2_C. Esiste un elenco aggiornato dei fornitori e partner terzi affidatari per la fornitura di servizi cloud, nonché di dipendenze esterne, corredato dalla relativa documentazione del processo di valutazione di cui al punto 1_C..
ID.SC-03: I contratti con i fornitori e i partner terzi sono utilizzati per realizzare appropriate misure progettate per rispettare gli obiettivi del programma di cybersecurity dell'organizzazione e del Piano di Gestione del Rischio della catena di approvvigionamento cyber
- 1_C. Le misure di sicurezza implementate dal soggetto in relazione a dipendenze interne sono coerenti, anche in relazione agli esiti dell'analisi del rischio, con le misure di sicurezza applicate al servizio cloud. A tal fine, i contratti, gli accordi o le convenzioni sono aggiornati di conseguenza.
ID.SC-04: Fornitori e partner terzi sono regolarmente valutati utilizzando audit, verifiche, o altre forme di valutazione per confermare il rispetto degli obblighi contrattuali
- 1_C. Esiste un documento aggiornato che descrive il processo, le modalità, la cadenza delle valutazioni per i fornitori e partner terzi, proporzionate agli esiti dell'analisi del rischio effettuata.
- 2_C. Esiste una pianificazione aggiornata degli audit, delle verifiche o di altre forme di valutazione previste, nonché un registro di quelli effettuati e la relativa documentazione.
- 3_C. È definito ed implementato un processo di Audit Management al fine di consentire lo svolgimento di valutazioni indipendenti e di garanzia, nel rispetto dei principali standard di settore, almeno su base annuale e secondo una pianificazione che tenga conto del rischio.
- 4_C. Le politiche e procedure di audit e garanzia degli standard, devono essere stabilite, documentate, approvate, mantenute e riviste almeno annualmente.
- 5_C. È definito, documentato, approvato, comunicato, applicato e mantenuto un piano di Remediation, relativo alle le azioni correttive connesse alle non conformità rilevate sui fornitori e partner terzi.
PROTECT (PR)
3.2.5) Identity Management, Authentication and Access Control (PR.AC): L'accesso agli asset fisici e logici ed alle relative risorse è limitato al personale, ai processi e ai dispositivi autorizzati, ed è gestito in maniera coerente con la valutazione del rischio di accesso non autorizzato alle attività ed alle transazioni autorizzate.
PR.AC-01: Le identità digitali e le credenziali di accesso per gli utenti, i dispositivi e i processi autorizzati sono amministrate, verificate, revocate e sottoposte ad audit di sicurezza
- 7_C. Esiste un documento aggiornato di dettaglio contenente almeno:
- a. le politiche di sicurezza adottate per l'amministrazione, la verifica, la revoca e l'audit di sicurezza delle identità digitali e le procedure di cui ai punti 1_O., 2_O., 3_O., 4_O., 5_O., 6_O.;
- b. le politiche di sicurezza adottate per l'amministrazione, la verifica, la revoca e l'audit di sicurezza delle identità digitali e delle credenziali di accesso per gli utenti;
- c. i processi, le metodologie e le tecnologie impiegate che concorrono al rispetto delle politiche di sicurezza.
PR.AC-03: L'accesso remoto alle risorse è amministrato
PR.AC-04: I diritti di accesso alle risorse e le relative autorizzazioni sono amministrati secondo il principio del privilegio minimo e della separazione delle funzioni
3.2.6) Awareness and Training (PR.AT): Il personale e le terze parti sono sensibilizzate in materia di cybersecurity e vengono addestrate per adempiere ai loro compiti e ruoli coerentemente con le politiche, le procedure e gli accordi esistenti.
PR.AT-01: Il personale del soggetto è informato e addestrato
- 3_C. Per ogni membro del personale del soggetto, esiste un registro aggiornato, comprensivo delle istruzioni ricevute.
3.2.7) Data Security (PR.DS): I dati sono memorizzati e gestiti in accordo alla strategia di gestione del rischio dell'organizzazione, al fine di garantire l'integrità, la confidenzialità e la disponibilità delle informazioni.
PR.DS-01: I dati memorizzati sono protetti
- 9_C. Nel caso di dati e di servizi critici delle Amministrazioni, non trovano applicazione le previsioni del requisito di cui al punto 6_O. Con riferimento alle chiavi crittografiche, il soggetto garantisce la gestione autonoma da parte dell’Amministrazione e la generazione di chiavi crittografiche segrete e private per uno scopo unico e garantisce la conformità ai requisiti di cui ai punti 7_O. e 8_O. coerentemente.
- 10_C. Esiste un documento aggiornato di dettaglio che indica, anche in relazione alla categoria ID.AM, almeno:
- 11_C. Il servizio cloud supporta un meccanismo di cifratura di tipo Bring Your Own Key (BYOK), che consente all'Amministrazione di generare autonomamente almeno la chiave principale di cifratura (root key), attraverso un HSM ospitato, alternativamente, presso:
- 12_C. Nel caso di dati e di servizi critici delle Amministrazioni, non trovano applicazione le previsioni del requisito di cui punto 3_0. Con riferimento al trattamento dei metadati relativi all'amministrazione, resta fermo, pertanto, quanto previsto dal punto 2_O..
- 13_C. Sono definite ed implementate procedure e misure tecniche per la distruzione delle chiavi memorizzate al di fuori di un ambiente sicuro e revocare le chiavi memorizzate nei moduli di sicurezza hardware (HSM) quando non sono più necessari, in conformità con requisiti legali e normativi.
- 14_C. Il soggetto mette a disposizione la funzionalità di importazione sicura delle chiavi di cui al punto 12_C. nel cloud, per l'esercizio di tutte le operazioni di gestione delle chiavi e della cifratura nel cloud.
PR.DS-02: I dati sono protetti durante la trasmissione
- 2_C. Conformemente all’analisi del rischio di cui alla misura ID.RA-05, per i flussi di dati e le comunicazioni di cui alla misura ID.AM-03 sono utilizzati canali di comunicazione sicuri e criptati e protocolli aggiornati e approvati.
PR.DS-03: Il trasferimento fisico, la rimozione e la distruzione dei dispositivi atti alla memorizzazione di dati sono gestiti attraverso un processo formale
- 2_C. Sono abilitate capacità di geo-localizzazione remota per tutti i dispositivi mobili gestiti che, qualora compromessi, possano avere impatti sulla disponibilità del servizio o sulla disponibilità, integrità o confidenzialità dei dati ad esso connessi.
- 3_C. Coerentemente con quanto previsto dal punto 2_C., sono definite ed implementate adeguate tecniche di cancellazione dei dati dell'Amministrazione da remoto.
3.2.8) Information Protection Processes and Procedures (PR.IP): Sono attuate e adeguate nel tempo politiche di sicurezza (che indirizzano scopo, ambito, ruoli e responsabilità, impegno da parte del management e coordinamento tra le diverse entità organizzative), processi e procedure per gestire la protezione dei sistemi informativi e degli asset.
PR.IP-01: Sono definite e gestite delle pratiche di riferimento (c.d. baseline) per la configurazione dei sistemi IT e di controllo industriale che incorporano principi di sicurezza (es. principio di minima funzionalità)
- 2_C. Esiste un documento aggiornato di dettaglio che indica, anche in relazione alla categoria ID.AM, almeno:
- a. le politiche di sicurezza adottate per lo sviluppo di configurazioni di sistemi IT e il dispiegamento delle sole configurazioni adottate;
- b. l'elenco delle configurazioni dei sistemi IT e impiegate e il riferimento alle relative pratiche di riferimento;
- c. i processi, le metodologie e le tecnologie impiegate che concorrono al rispetto delle politiche di sicurezza. [SaaS].
- 3_C. Sono definiti e documentati requisiti di base per la sicurezza delle diverse applicazioni.
- 4_C. Sono definite ed implementate metriche, di natura tecnica, utili a monitorare il livello di aderenza ai requisiti di sicurezza definiti e gli obblighi di conformità.
- 5_C. Esiste un processo di mitigazione e ripristino per la sicurezza delle applicazioni, automatizzando la mitigazione automatizzata delle vulnerabilità quando possibile.
- 6_C. È presente un processo per la convalida della compatibilità del dispositivo con sistemi operativi e applicazioni [PaaS, SaaS].
- 7_C. È presente un sistema di gestione delle variazioni in termini di sistema operativo, patching e/o applicazioni [PaaS, SaaS].
PR.IP-02: Viene implementato un processo per la gestione del ciclo di vita dei sistemi (System Development Life Cycle)
- 1_C. Sono implementate linee guida e misure tecniche/organizzative per lo sviluppo sicuro del servizio cloud, in aderenza alle linee guida OWASP in merito alla sicurezza nello sviluppo del software (requisiti, progettazione, implementazione, test e verifica). Devono essere resi disponibili all'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) e alla Amministrazione i report sui test OWASP condotti, garantendo l'assenza di vulnerabilità di tipo "high" o "critical".
PR.IP-04: I backup delle informazioni sono eseguiti, amministrati e verificati
- 5_C. Esiste un documento aggiornato di dettaglio che indica, anche in relazione alla categoria ID.AM, almeno:
- 6_C. Esiste un documento aggiornato di dettaglio recante i processi di cui al punto 1_O..
PR.IP-09: Sono attivi ed amministrati piani di risposta (Incident Response e Business Continuity) e recupero (Incident Recovery e Disaster Recovery) in caso di incidente/disastro
- 6_C. Esiste un documento aggiornato di dettaglio che indica i livelli di servizio attesi dal servizio cloud e, se previsti, dalle hot-replica e/o cold-replica nonché dal sito(i) di disaster recovery.
- 7_C. Esiste un documento aggiornato di dettaglio contenente i piani di disaster recovery, nonché quelli di risposta e di recupero in caso di incidenti, che comprende almeno:
- 8_C. Esiste un documento aggiornato recante l'elenco delle attività di istruzione, formazione ed esercitazione svolte.
- 9_C. Le strategie di disaster recovery sono collaudate e comunicate alle parti interessate.
- 10_C. I dispositivi critici per il funzionamento del servizio cloud sono ridondati e, se situati in località diverse, ad una distanza in linea con le migliori pratiche del settore.
PR.IP-12: Viene sviluppato e implementato un piano di gestione delle vulnerabilità
- 3_C. Sono definite ed implementate misure tecniche per l'identificazione degli aggiornamenti per le applicazioni che usano librerie di terze parti o open, nel rispetto delle politiche interne di vulnerability management.
- 4_C. Il documento di cui al punto 1_O. della misura PR.IP-12 dovrà essere aggiornato su base semestrale.
3.2.9) Maintenance (PR.MA): La manutenzione dei sistemi informativi e di controllo industriale è fatta in accordo con le politiche e le procedure esistenti.
PR.MA-01: La manutenzione e la riparazione delle risorse e dei sistemi è eseguita e registrata con strumenti controllati ed autorizzati
- 2_C. Esiste un documento aggiornato di dettaglio recante i processi e le politiche di cui al punto 1_O.
- 3_C. Le attività di cui al punto 1_O. sono volte a verificare anche aspetti di sicurezza.
- 4_C. Gli aggiornamenti software sono consentiti solo da fonti pre-autorizzate.
- 5_C. Tutti i log relativi alle attività di manutenzione e aggiornamento sono prodotti e custoditi su sistemi separati da quelli oggetto di intervento e non accessibili dalle utenze che svolgono tali attività.
- 6_C. Esiste un documento aggiornato che descrive, almeno, i processi e gli strumenti tecnici impiegati per realizzare i punti 3_C., 4_C. e 5_C..
3.2.10) Protective Technology (PR.PT): Le soluzioni tecniche di sicurezza sono gestite per assicurare sicurezza e resilienza di sistemi e asset, in coerenza con le relative politiche, procedure ed accordi.
PR.PT-04: Le reti di comunicazione e controllo sono protette
- 2_C. Sistemi di prevenzione delle intrusioni (intrusion prevention systems - IPS) sono presenti, aggiornati, manutenuti e ben configurati.
- 3_C. Gli strumenti tecnici di cui ai punti 1_O. e 2_C. concorrono al rispetto delle politiche di cui alla categoria ID.AM, ID.GV, ID.SC, PR.AC e PR.DS.
PR.PT-05: Sono implementati meccanismi (es. failsafe, load balancing, hot swap) che permettono di soddisfare requisiti di resilienza sia durante il normale esercizio che in situazioni avverse
DETECT (DE)
3.2.11) Anomalies and Events (DE.AE): Le attività anomale sono rilevate e il loro impatto potenziale viene analizzato
DE.AE-03: Le informazioni relative agli eventi sono raccolte e correlate da sensori e sorgenti multiple
- 9_C. Esiste un repository centralizzato che contiene i log di accesso degli utenti del soggetto, gestito direttamente dal soggetto e segregato a livello logico rispetto ai sistemi a cui terze parti hanno accesso diretto.
3.2.12) Security Continuous Monitoring (DE.CM): I sistemi informativi e gli asset sono monitorati per indentificare eventi di cybersecurity e per verificare l'efficacia delle misure di protezione
DE.CM-01: Viene svolto il monitoraggio della rete informatica per rilevare potenziali eventi di cybersecurity
- 4_C. Il traffico in ingresso e uscita, le attività dei sistemi perimetrali, quali router e firewall, gli eventi amministrativi di rilievo, nonché gli accessi eseguiti o falliti alle risorse di rete e alle postazioni terminali sono monitorati e correlati al fine di identificare eventi di cybersecurity.
- 5_C. Gli strumenti tecnici di cui ai punti 1_O., 2_O., 3_O. e 4_C. sono aggiornati, manutenuti e ben configurati, nel rispetto delle politiche di cui alle categorie PR.AC, PR.DS, PR.IP e PR.MA e concorrono al rispetto delle politiche di cui alla categoria ID.AM, ID.GV, ID.SC, PR.AC e PR.DS.
- 6_C. Gli strumenti tecnici di cui ai punti 1_O., 2_O., 3_O. e 4_C. sono impiegati anche per i fini di cui alla categoria DE.AE.
- 7_C. Esiste un documento aggiornato che descrive, almeno:
DE.CM-04: Il codice malevolo viene rilevato
- 3_C. Sono configurati appositi software firewall su tutti i dispositivi.
- 4_C. I file in ingresso (tramite posta elettronica, download, dispositivi removibili, etc.) sono analizzati, anche tramite sandbox.
- 5_C. Gli strumenti tecnici di cui ai punti 1_O., 3_O. e 4_C. sono aggiornati, mantenuti e ben configurati, nel rispetto delle politiche di cui alle categorie PR.AC, PR.DS, PR.IP e PR.MA e concorrono al rispetto delle politiche di cui alle categorie ID.AM, ID.GV, ID.SC, PR.AC e PR.DS.
- 6_C. Esiste un documento aggiornato che descrive, almeno:
DE.CM-07: Viene svolto il monitoraggio per rilevare personale, connessioni, dispositivi o software non autorizzati
- 1_C. Con riferimento alla sottocategoria PR.AC-03, viene rilevata la presenza di personale con potenziale accesso fisico o remoto non autorizzato alle risorse. A tal fine, sono presenti sistemi di sorveglianza e controllo di accesso, anche automatizzati.
- 2_C. Con riferimento alla sottocategoria ID.AM-01, vengono rilevati dispositivi (anche fisici) non approvati. A tal fine, fatti salvi documentati limiti tecnici, sono presenti almeno dei sistemi di controllo di accesso di rete.
- 3_C. Gli strumenti tecnici di cui ai punti 1_O. e 2_C. sono aggiornati, mantenuti e ben configurati, nel rispetto delle politiche di cui alle categorie PR.AC, PR.DS, PR.IP e PR.MA e concorrono al rispetto delle politiche di cui alle categorie ID.AM, ID.GV, ID.SC, PR.AC e PR.DS.
- 4_C. Esiste un documento aggiornato che descrive, almeno:
DE.CM-08: Vengono svolte scansioni per l'identificazione di vulnerabilità
- 1_C. In base all'analisi del rischio, sulle piattaforme e sulle applicazioni software ritenute critiche sono eseguiti penetration test e vulnerability assessment, prima della loro messa in esercizio.
- 2_C. Sono eseguiti periodicamente penetration test e vulnerability assessment in relazione alla criticità delle piattaforme e delle applicazioni software, di cui al punto 1_O..
- 3_C. Esiste un documento aggiornato recante la tipologia di penetration test e vulnerability assessment previsti.
- 4_C. Esiste un registro aggiornato dei penetration test e vulnerability assessment eseguiti corredato dalla relativa documentazione.
RESPOND (RS)
3.2.13) Response Planning (RS.RP) Procedure e processi di risposta sono eseguiti e mantenuti per assicurare una risposta agli incidenti di cybersecurity rilevati.
RS.RP-01: Esiste un piano di risposta (response plan) e questo viene eseguito durante o dopo un incidente
- 2_C. Le politiche e procedure per la gestione tempestiva degli incidenti di sicurezza sono riviste almeno su base annuale.
- 3_C. Il piano di risposta e le politiche e procedure di cui ai punti 1_O. e 2_C. includono dipartimenti interni critici, l'Amministrazione (se impattata) e tutte le terze parti interessate.
- 4_C. I piani di risposta agli incidenti sono collaudati e aggiornati ad intervalli pianificati o in caso di cambiamenti organizzativi o ambientali significativi.
- 5_C. Sono definite e monitorate le metriche degli incidenti rilevanti in materia di cybersecurity.
- 6_C. Sono definiti e implementati processi, procedure e misure di supporto ai processi aziendali per il triage degli eventi legati alla sicurezza.
- 7_C. Deve essere implementato un Computer Emergency Response Team (CERT), a coordinamento della fase di risoluzione degli incidenti e in aderenza a quanto definito dalle linee guida ISO/IEC 27035-2. Inoltre, deve essere previsto il coinvolgimento periodico dell'Amministrazione in momenti di condivisione e revisione dello stato degli incidenti di interesse e, ove opportuno, nella risoluzione di tali incidenti, anche secondo gli accordi contrattuali in materia.
3.2.14) Communications (RS.CO): Le attività di risposta sono coordinate con le parti interne ed esterne (es. eventuale supporto da parte degli organi di legge o dalle forze dell'ordine).
RS.CO-01: Il personale conosce il proprio ruolo e le operazioni che deve svolgere in caso sia necessaria una risposta ad un incidente
- 5_C. Esiste un registro aggiornato delle esercitazioni effettuate e dei partecipanti, con le relative lezioni apprese (lessons learned).
- 6_C. Sono presenti politiche e procedure per la gestione degli incidenti di sicurezza, E-Discovery e Cloud Forensics, le quali dovranno essere riviste e aggiornate almeno su base annuale.
- 7_C. Sono definiti ed implementati processi, procedure e misure tecniche per le notifiche di violazione della sicurezza.
- 8_C. È previsto un meccanismo di segnalazione per ogni violazione della sicurezza, reale o presunta, comprese eventuali violazioni inerenti la supply chain, nel rispetto di SLA, leggi e regolamenti applicabili.
- 9_C. Le attività di risposta condotte a seguito di un incidente vengono comunicate alle parti interessate interne ed esterne all'organizzazione, inclusi i dirigenti ed i vertici dell'organizzazione. In particolare, le attività di ripristino a seguito di un incidente sono comunicate alle parti interne ed esterne interessate (es. le vittime, gli ISP, i proprietari dei sistemi attaccati, i vendor, i CERT/CSIRT), ivi incluse le articolazioni competenti del soggetto, anche ai fini dell'eventuale interlocuzione con il CSIRT Italia.
3.2.15) Mitigation (RS.MI)Vengono eseguite azioni per prevenire l'espansione di un evento di sicurezza, per mitigare i suoi effetti e per risolvere l'incidente.
RS.MI-03: Le nuove vulnerabilità sono mitigate o documentate come rischio accettato
- 1_C. Le vulnerabilità sono mitigate secondo quanto previsto dal piano di gestione delle vulnerabilità (PR.IP- 12), ovvero ne viene documentato e accettato il rischio residuo derivante dalla mancata mitigazione.
- 2_C. Sono definite ed implementate procedure e misure tecniche per consentire azioni di risposta (programmate o al sopraggiungere di emergenze) in caso di vulnerabilità identificate, in base al rischio.
RECOVER (RC)
3.2.16) Recovery Planning (RC.RP): I processi e le procedure di ripristino sono eseguite e mantenute per assicurare un recupero dei sistemi o asset coinvolti da un incidente di cybersecurity
RC.RP-01: Esiste un piano di ripristino (recovery plan) e viene eseguito durante o dopo un incidente di cybersecurity
- 2_C. Il piano di ripristino viene testato, su base semestrale, nell'ambito di due esercitazioni annuali.
3.2.17) Communications (RC.CO): Le attività di ripristino a seguito di un incidente sono coordinate con le parti interne ed esterne (es. le vittime, gli ISP, i proprietari dei sistemi attaccati, i vendor, i CERT/CSIRT).
RC.CO-03: Le attività di ripristino condotte a seguito di un incidente vengono comunicate alle parti interessate interne ed esterne all'organizzazione, inclusi i dirigenti ed i vertici dell'organizzazione
- 1_C. Le attività di ripristino a seguito di un incidente sono comunicate alle parti interne ed esterne interessate (es. le vittime, gli ISP, i proprietari dei sistemi attaccati, i vendor, i CERT /CSIRT).
4. Caratteristiche di base previste nel caso di dati e servizi strategici
4.1 Sicurezza
IDENTIFY (ID)
4.1.1) Supply Chain Risk Management (ID.SC): Le priorità, i vincoli, le tolleranze al rischio e le ipotesi dell'organizzazione sono stabilite e utilizzate per supportare le decisioni di rischio associate alla gestione del rischio legato alla catena di approvvigionamento. L'organizzazione ha definito e implementato i processi atti a identificare, valutare e gestire il rischio legato alla catena di approvvigionamento
ID.SC-01: I processi di gestione del rischio inerenti la catena di approvvigionamento cyber sono identificati, ben definiti, validati, gestiti e approvati da attori interni all'organizzazione
ID.SC-02: I fornitori e i partner terzi di sistemi informatici, componenti e servizi sono identificati, prioritizzati e valutati utilizzando un processo di valutazione del rischio inerente la catena di approvvigionamento cyber
- 3_S. Si raccomanda, ove possibile e in relazione alla criticità di:
- a. valutare l'affidabilità tecnica di cui al punto 1_C., lettera d, anche tenendo conto: 1) della disponibilità del fornitore a condividere il codice sorgente; 2) di certificazioni o evidenze utili alla valutazione della qualità del processo di sviluppo del software del produttore; 3) dell'adozione, da parte del produttore, di procedure e strumenti tecnici per garantire l'autenticità e l'integrità del software o firmware installato all'interno dei beni e dei sistemi di information and communication technology; 4) dell'adozione, da parte del produttore, di procedure e strumenti tecnici per garantire una corrispondenza univoca tra il codice sorgente e il codice oggetto installato ed eseguito;
- b. adottare processi e strumenti tecnici per: 1) valutare la qualità e la sicurezza del codice sorgente, qualora reso disponibile dal produttore; 2) acquisire il codice oggetto dai beni e sistemi di information and communication technology; 3) confermare la corrispondenza univoca tra il codice sorgente e il codice oggetto installato ed eseguito.
ID.SC-03: I contratti con i fornitori e i partner terzi sono utilizzati per realizzare appropriate misure progettate per rispettare gli obiettivi del programma di cybersecurity dell'organizzazione e del Piano di Gestione del Rischio della catena di approvvigionamento cyber
- 2_S. Le misure di sicurezza implementate dai terzi affidatari di servizi esterni sono coerenti, anche in relazione agli esiti dell'analisi del rischio, con le misure di sicurezza applicate al servizio cloud. A tal fine, contratti, accordi o convenzioni sono aggiornati di conseguenza.
PROTECT (PR)
4.1.2) Identity Management, Authentication and Access Control (PR.AC): L'accesso agli asset fisici e logici ed alle relative risorse è limitato al personale, ai processi e ai dispositivi autorizzati, ed è gestito in maniera coerente con la valutazione del rischio di accesso non autorizzato alle attività ed alle transazioni autorizzate.
PR.AC-03: L'accesso remoto alle risorse è amministrato
- 7_S. Le politiche e procedure sono aggiornate almeno su base annuale e rese disponibili per la consultazione, dietro specifica richiesta, dell'Amministrazione.
- 8_S. È definito ed implementato un processo di autorizzazione congiunta con l'Amministrazione nel caso in cui vengano effettuati accessi ai dati dello stesso. Nel caso in cui ciò non fosse possibile, il soggetto contatta l'Amministrazione nel minor tempo possibile informandolo degli accessi effettuati.
- 9_S. Tutte le operazioni che prevedono l'accesso ai dati dell'Amministrazione devono essere gestite in linea con i criteri di user management e logging delle utenze privilegiate.
PR.AC-04: I diritti di accesso alle risorse e le relative autorizzazioni sono amministrati secondo il principio del privilegio minimo e della separazione delle funzioni
- 5_S. Tutte le attività privilegiate (es. installazione di aggiornamenti) e di accesso ai dati dell'Amministrazione da parte del personale del soggetto e di terze parti dovranno essere autorizzati dall'organizzazione di cybersecurity e limitate ai soli casi essenziali.
PR.AC-05: L'integrità di rete è protetta (es. segregazione di rete, segmentazione di rete)
- 3_S. Con riferimento ai censimenti di cui alla categoria ID.AM, esiste un documento aggiornato di dettaglio contenente almeno:
- a. le politiche di sicurezza adottate per la segmentazione/segregazione delle reti;
- b. la descrizione delle reti segregate/segmentate;
- c. i processi, le metodologie e le tecnologie impiegate che concorrono al rispetto delle politiche di sicurezza;
- d. le modalità con cui porte di rete, protocolli e servizi in use sono limitati e/o monitorati.
PR.AC-07: Le modalità di autenticazione (es. autenticazione a fattore singolo o multiplo) per gli utenti del soggetto, i dispositivi e altri asset sono commisurate al rischio della transazione (es. rischi legati alla sicurezza e privacy degli individui e altri rischi dell'organizzazione)
- 3_S. Esiste un documento aggiornato di dettaglio che, con riferimento ai censimenti di cui alla categoria ID.AM e alla valutazione del rischio di cui alla categoria ID.RA, contiene almeno:
4.1.3) Awareness and Training (PR.AT): Il personale e le terze parti sono sensibilizzate in materia di cybersecurity e vengono addestrate per adempiere ai loro compiti e ruoli coerentemente con le politiche, le procedure e gli accordi esistenti.
PR.AT-02: Gli utenti con privilegi (es. Amministratori di Sistema) comprendono i loro ruoli e responsabilità
4.1.4) Data Security (PR.DS): I dati sono memorizzati e gestiti in accordo alla strategia di gestione del rischio dell'organizzazione, al fine di garantire l'integrità, la confidenzialità e la disponibilità delle informazioni.
PR.DS-01: I dati memorizzati sono protetti
- 15_S. Con riferimento all'accesso ai dati da parte di entità extra-UE, il soggetto:
- a. segnala all'Agenzia per la cybersicurezza nazionale (ACN) e all'amministrazione ogni richiesta di accesso a dati o metadati da parte di entità extra-UE;
- b. fornisce accesso a dati dell'Amministrazione o metadati ad entità extra-UE solo a valle di un'autorizzazione esplicita da parte dell'amministrazione.
- 16_S. Esiste un documento aggiornato che descrive da quali sedi e infrastrutture è erogato il servizio cloud. II soggetto rende disponibile l'elenco all'amministrazione.
- 17_S. Nel caso di dati e di servizi strategici delle Amministrazioni, non trovano applicazione le previsioni del requisito di cui punto 2_0. Al riguardo, tutte le tipologie di metadata devono essere trattate mediante infrastrutture localizzate sul territorio dell'Unione europea, ad eccezione di quelli necessari all’erogazione dei servizi indicati al punto 1_O..
PR.DS-03: Il trasferimento fisico, la rimozione e la distruzione dei dispositivi atti alla memorizzazione di dati sono gestiti attraverso un processo formale
- 4_S. Esiste un documento aggiornato di dettaglio recante i processi e le politiche di cui al punto 1_O..
PR.DS-05: Sono implementate tecniche di protezione (es. controllo di accesso) contro la sottrazione dei dati (data leak)
- 3_S. Esiste un documento aggiornato di dettaglio recante i processi e le politiche di cui al punto 1_O..
PR.DS-06: Sono impiegati meccanismi di controllo dell'integrità dei dati per verificare l'autenticità di software, firmware e delle informazioni
- 2_S. Esiste un documento aggiornato di dettaglio recante i processi e le politiche di cui al punto 1_O..
PR.DS-07: Gli ambienti di sviluppo e test sono separati dall'ambiente di produzione
- 2_S. Esiste un documento aggiornato di dettaglio recante i processi e le politiche di cui al punto 1_O..
4.1.5) Information Protection Processes and Procedures (PR.IP): Sono attuate e adeguate nel tempo politiche di sicurezza (che indirizzano scopo, ambito, ruoli e responsabilità, impegno da parte del management e coordinamento tra le diverse entità organizzative), processi e procedure per gestire la protezione dei sistemi informativi e degli asset.
PR.IP-03: Sono attivi processi di controllo della modifica delle configurazioni
- 4_S. Esiste un documento aggiornato di dettaglio recante i processi e le politiche di cui al punto 1_O..
4.1.6) Maintenance (PR.MA): La manutenzione dei sistemi informativi e di controllo industriale è fatta in accordo con le politiche e le procedure esistenti.
PR.MA-01: La manutenzione e la riparazione delle risorse e dei sistemi è eseguita e registrata con strumenti controllati ed autorizzati
- 7_S. Esiste un registro aggiornato delle manutenzioni e riparazioni eseguite.
- 8_S. In base all'analisi del rischio, ogni aggiornamento dei software ritenuti critici, fatte salve motivate esigenze di tempestività relative alla sicurezza, è verificato in ambiente di test prima dell'effettivo impiego in ambiente operativo.
- 9_S. Il codice oggetto relativo agli aggiornamenti di cui al punto 4_C. viene custodito per almeno 24 mesi.
PR.MA-02: La manutenzione remota delle risorse e dei sistemi è approvata, documentata e svolta in modo da evitare accessi non autorizzati
- 6_S. Esiste un documento aggiornato di dettaglio che descrive, almeno, i processi e gli strumenti tecnici impiegati per realizzare i punti 2_O., 3_O., 4_O. e 5_O..
4.1.7) Protective Technology (PR.PT): Le soluzioni tecniche di sicurezza sono gestite per assicurare sicurezza e resilienza di sistemi e asset, in coerenza con le relative politiche, procedure ed accordi.
PR.PT-01: Esiste ed è attuata una policy per definire, implementare e revisionare i log dei sistemi
- 3_S. Esiste un documento aggiornato di dettaglio recante i processi e le politiche di cui al punto 2_O.
PR.PT-04: Le reti di comunicazione e controllo sono protette
- 1_S. I sistemi perimetrali, quali firewall, anche a livello applicativo (ivi inclusi Web Application Firewall), sono presenti, aggiornati, manutenuti e ben configurati.
- 2_S. Sistemi di prevenzione delle intrusioni (intrusion prevention systems - IPS) sono presenti, aggiornati, manutenuti e ben configurati.
- 3_S. Gli strumenti tecnici di cui ai punti 1_O. e 2_C. concorrono al rispetto delle politiche di cui alla categoria ID.AM, ID.GV, ID.SC, PR.AC e PR.DS.
- 4_S. L'aggiornamento, manutenzione e configurazione degli strumenti tecnici di cui ai punti 1_O. e 2_C. sono effettuati nel rispetto delle politiche di cui alla categoria PR.AC, PR.DS, PR.IP e PR.MA.
- 5_S. Gli strumenti tecnici di cui ai punti 1_O. e 2_C. sono impiegati anche per i fini di cui alla funzione DETECT (DE).
- 6_S. Esiste un documento aggiornato che descrive almeno i processi e gli strumenti tecnici impiegati per realizzare i punti 1_O., 2_C., 3_C. e 4_S..
PR.PT-05: Sono implementati meccanismi (es. failsafe, load balancing, hot swap) che permettono di soddisfare requisiti di resilienza sia durante il normale esercizio che in situazioni avverse
- 5_S. Esiste un documento aggiornato di dettaglio recante i processi e le politiche di cui al punto 2_O..
DETECT (DE)
4.1.8) Anomalies and Events (DE.AE): Le attività anomale sono rilevate e il loro impatto potenziale viene analizzato.
DE.AE-03: Le informazioni relative agli eventi sono raccolte e correlate da sensori e sorgenti multiple
- 10_S. Esiste un documento aggiornato di dettaglio recante i processi e le politiche di cui al punto 3_O..
4.1.9) Security Continuous Monitoring (DE.CM): I sistemi informativi e gli asset sono monitorati per indentificare eventi di cybersecurity e per verificare l'efficacia delle misure di protezione.
DE.CM-07: Viene svolto il monitoraggio per rilevare personale, connessioni, dispositivi o software non autorizzati
- 5_S. Con riferimento alla sottocategoria ID.AM-02, fatti salvi documentati limiti tecnici, sono presenti sistemi di controllo per il rilevamento dei software non approvati.
- 6_S. Con riferimento alla sottocategoria ID.AM-03, sono presenti sistemi di controllo per il rilevamento delle connessioni non autorizzate.
- 7_S. Gli strumenti tecnici di cui ai punti 5_S. e 6_S. sono aggiornati, mantenuti e ben configurati, nel rispetto delle politiche di cui alle categorie PR.AC, PR.DS, PR.IP e PR.MA e concorrono al rispetto delle politiche di cui alle categorie ID.AM, ID.GV, ID.SC, PR.AC e PR.DS.
- 8_S. Esiste un documento aggiornato che descrive, almeno:
RECOVER (RC)
4.1.10) Improvements (RC.IM): I piani di ripristino ed i relativi processi sono migliorati tenendo conto delle "lesson learned" per le attività future.
RC.IM-02: Le strategie di recupero sono aggiornate
- 1_S. Il piano di cui alla sottocategoria RC.RP-01 è mantenuto aggiornato tenendo anche conto delle lezioni apprese nel corso delle attività di ripristino occorse.
5. Caratteristiche di base con termini di applicazione differiti
5.1. Si riporta di seguito l’elenco dei requisiti validi dopo sei mesi dalla data di applicazione del presente Regolamento:
- DE.CM-08.1_O.
- PR.AC-03.5_O.
- PR.IP-04.2_Ob.
- PR.PT-04.1_O.
- PR.PT-04.2_C.
- PR.PT-04.3_C.
- RS.MI-03.1_O.
Sources
- ACN — Cloud: documentazione utile ("Regolamento ACN n. 21007/24", 27 giugno 2024)
- RegolamentoCloud.pdf (archived: sources/RegolamentoCloud.pdf)